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Category "Rassegna Stampa"

Nell’ultima riunione di consiglio tenutasi il 26 marzo 2021 Sara Servili è stata eletta Secondo Vice Presidente della Coalizione CFWA.
Nata a Milano si innamora di Marche e Umbria e decide di investire il suo know-how e le sue risorse a servizio di questi due territori.
Orgogliosa sostenitrice dell’imprenditoria femminile nel paese, ricopre ruoli autorevoli, come quello di Presidente del gruppo ICT di Confartigianato Macerata dal 2012, di Presidente del gruppo sostenitori Unicam, membro del consiglio interprovinciale di Confartigianato Macerata-Fermo-Ascoli Piceno, Presidente del suo Gruppo Donna Impresa e Ceo & Founder di Fìdoka srl, azienda di telecomunicazioni associata a CFWA.
Una risorsa importante per il Consiglio Direttivo, che vede dunque aumentare il bagaglio di risorse e competenze.

CFWA, Coalizione del Fixed Wireless Access, è intervenuta alla WISP CONFERENCE 2020 (http://wispconference.sicetelecom.it/) per parlare di Banda Ultralarga e Digital Divide, due temi oggi ancora più attuali. Il presidente di CFWA Enrico Boccardo – intervenendo alla conferenza – ha dichiarato che la situazione di emergenza sanitaria ha evidenziato il ruolo delle reti fixed wireless per la diffusione della banda ultralarga nel nostro Paese dove ancora molte aree non sono raggiunte da connettività veloce. Durante il suo intervento, il Presidente ha illustrato quali potranno essere i nuovi scenari di business per gli operatori dell’industria FWA e in che modo i piccoli e medi operatori potranno iniziare a utilizzare altre frequenze, come la banda 60GHz per connettere sempre di più i cittadini e le imprese.

CFWA – è una associazione che raggruppa 60 operatori della filiera FWA. Come Coalizione raggruppiamo tutti gli attori della filiera del FWA, non solo gli operatori, anche i fornitori di apparati, i sistemisti e i tower operators. I numeri, in costante crescita, testimoniano che c’è una industry ormai matura che ha portato grande ricchezza sui territori in termini di economie, di lavoro e di innovazione. Per continuare a crescere abbiamo bisogno di accedere a piu’ frequenze a prezzi piu’ bassi. Abbassare i costi delle frequenze che usiamo per i ponti radio risolverebbeil digital divide di molte aree remote dove la fibra tarderà ad arrivare, perché ci permetterebbe di investire in queste zone in maniera remunerativa. L’FWA può inoltre rappresentare la soluzione per colmare rapidamente il divario digitale esistente tra il nostro Paese e gli altri partner europei.

– Il FWA in italia cresce, e cresce bene! Totale linee: 1,42 milioni di accessi
Variazione giugno 2019 – giugno 2020 +12,1%

– circa FTTC è da notare che è cresciuto esattamente quanto ha perso il DSL anche perchè sono stati aperti gli armadietti di TIM durante il primo lockdown su ordine di agcom

– circa FTTH Totale linee: 1,46 milioni di accessi si parla di SORPASSO SU FWA, si sorpasso… ma siamo a 1,46 su 1,42 anche se la variazione è significativa gli accessi sono quelli.

POSIZIONE DI CFWA SULL’USO DELLA BANDA DI FREQUENZE 60 Ghz (la seconda rivoluzione dopo il wifi)
Si è svolta nell’estate la consultazione pubblica del MISE per l’apertura di questa banda di frequenze, abbiamo partecipato e siamo in attesa dell’esito.

Si tratta di una frequenza che negli Stati Uniti, nel Regno Unito ed in altri stati in Europa è già utilizzata in modalità non licenziata per l’accesso in ambito urbano denso e per applicazione di backhaul per reti di videosorveglianza, wifi e smart city

Con questi apparati radio si creano delle celle di piccole dimensioni (200-400 metri) grazie all’installazione su pali a livello stradale in prossimità degli edifici che si intende coprire.

Consideriamo la necessità di avvalerci della banda 60Ghz come una priorità assoluta per la realizzazione di connessioni gbps in ambito urbano e non solo, potenziando quindi l’infrastruttura di accesso pesantemente messa sotto sress in questa delicata fase

Come CFWA, prevediamo una crescita continua della domanda nella banda in questo periodo di emergenza, e per livelli molto elevati è dunque urgente lo sblocco della frequenza 60GHz per dare capacità ai backhaul (multigigabit) per connettività urbana anche in aree remote, e per continuare a soddisfare i requisiti di capacità ancora più elevate di questi giorni critici.

Esistono numerosi vendor associati a CFWA e non con soluzioni disponibili su questa frequenza e/o in fase di immediato rilascio

anche il MISE è pronto visto che autorizzato sperimentazioni ad alcuni operatori nostri associati: quindi non è richiesta alcuna pianificazione radio e quindi nessun lavoro per il regolatore e nemmeno per il Ministero.
Tutta la filiera rappresentata da CFWA è pronta da anni ad usare queste frequenze: ci aspettiamo la messa a disposizone della banda 60 GHz in tempi rapidi da parte del Ministero Sviluppo Economico che ha già approvato sperimentazioni ora in corso. Manca solo la commercializzazione, ossia l’autorizzazione per gli operatori a usarle per offrire servizi al pubblico.

FREQUENZE PONTI RADIO – la proposta di CFWA per una immediata soluzione del divario digitale nelle aree remote

– una delle più importanti barriere all’ingresso che ostacola il business degli operatori che offrono connessioni Internet senza fili è rappresentato dal costo per acquisire le licenze in generale e in particolare quelle utili per i cosìdodetti ponti radio: si tratta di frequenze che vengono assegnate dal ministero dello sviluppo economico dipartimento delle comunicazioni e che servono per collegare 2 ponti radio e quindi per avvicinarsi sempre di più a casa dell’utente finale senza fare scavi

– oggi queste frequenze vengono assegnate dal ministero, secondo un listino che crea delle condizioni di svantaggio per gli operatori più piccoli perchè l’attuale normativa prevede delle forti scontistiche solo per chi acquisisce centinaia di ponti radio

– i piccoli operatori wireless regionali che avrebbero bisogno di poche decine di licenze le devono acquisire a prezzo pieno, investendo decine di migliaia di euro per comprare frequenze per collegare solamente pochi abbonati che sarebbero interessati nelle aree geografiche del nostro Paese dove Internet non arriverà mai, nemmeno con gli aiuti di Stato.

– E’ chiaro quindi che abbassando il costo di queste frequenze si potrebbe ricollegare più velocemente e più facilmente un nucleo di case sparse e quei centri dove nessun operatore individua la possibilità di avere un ritorno degli investimenti

– CFWA chiede una rimodulazione del listino delle frequenze per i primi 80 collegamenti che un operatore acquista, in modo da favorire la proliferazioni di reti locali che vanno a ricucire le aree svantaggiate ricollegandole alla rete Internet in modo che anche un operatore FWA possa individuare un ritorno degli investimenti secondo il modello di business degli operatori wireless, piu’ snelli e più abili a connettere le aree remote del nostro Paese.

Webinar del 21/10/2020

A questo link il video completo del webinar tenutosi il 21/10/2020, con la partecipazione dell’ On. Mirella Liuzzi Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Enrico Boccardo presidente CFWA, On. Enza Bruno Bossio (PD), On. Massimiliano Capitanio (Lega) – Moderatore: Raffaele Barberio, direttore Key4biz

Mirella Liuzzi (Mise): ‘Coronavirus killer application del digitale’

“Il tema dell’FWA è molto importante, anche alla luce del periodo che stiamo vivendo in cui il digitale e la connettività hanno un peso molto sentito”. Così il Sottosegretario del Mise Mirella Liuzzi, secondo cui la tecnologia FWA si innesta in una sfida generale del paese legato al tema della connettività e dell’accesso alla rete. Secondo gli ultimi dati del rapporto Auditel Censis, “in pochi mesi le famiglie che possiedono un collegamento a Internet sono salite dall’85,9% all’88,4% in meno di un anno – ha sottolineato – e addirittura il collegamento a banda larga su rete da rete fissa è cresciuto di un punto percentuale. Il tema della connettività è diventato prioritario negli ultimi mesi”.

Smart working e DAD

Smart working e didattica a distanza per forza di cose hanno costretto chi ne era privo a dotarsi di connessioni a casa, perché per assurdo “il coronavirus è stato la vera killer application per la digitalizzazione del Paese, ahimè da un certo punto di vista – ha detto Liuzzi – perché ci siamo trovati costretti in un momento di grandissima emergenza a dover sperimentare sulla nostra pelle un sistema di digitalizzazione enorme, basti pensare a tutti i dipendenti pubblici costretti a collegarsi da casa. O il tema della didattica a distanza, che tanti disagi ha creato”.

In questo contesto, le nostre reti sono finite sotto pressione “ma hanno dimostrato la necessaria resilienza”, ha aggiunto il Sottosegretario, ricordando l’intervento normativo dell’articolo 82 del Decreto Cura Italia, che in accordo con Agcom, dava una possibilità in più agli operatori per poter offrire il miglior servizio agli utenti, all’inizio dell’emergenza coronavirus.

Liuzzi ‘Problema di infrastrutturazione resta’

Detto questo, il problema dell’infrastrutturazione del paese rimane attuale perché l’ultimo rapport Auditel Censis ci dice anche che 3,5 milioni di famiglie sono prive di Internet con tutti i disagi che questo comporta. “Da qui dobbiamo immaginare il servizio universale come un diritto non più procrastinabile, soprattutto a livello di una connessione adeguata”, ha detto.

Liuzzi ‘FWA in grande crescita’

Venendo all’FWA, secondo Mirella Liuzzi questa tecnologia ha dimostrato una grande efficienza per superare il digital divide. “Secondo i dati dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio Agcom, pubblicato ieri, a giugno 2020 il numero di accessi FWA è pari a 1,4 milioni di linee, in aumento del 12,1% rispetto all’anno precedente. Le connessioni totali FWA sono pari al 7,3% di tutti gli accessi diretti alla fibra. Il piano banda ultralarga prevedeva l’utilizzo dell’FWA, addirittura per 1,5 milioni di unità immobiliari, pari al 19%”.

Liuzzi rivendica quindi “questa scelta lungimirante, che permette di far arrivare una connessione adeguata in alcune aree del nostro paese dove lo scavo della fibra non sarebbe pensabile per delle aree veramente remote del nostro paese – dice – ma questo vale anche per aree metropolitane, ci sono zone di Roma che non sono coperte in banda ultralarga in maniera ottimale”.

Voucher per le famiglie al via

Per questo motivo, questa tecnologia va inserita in una serie di politiche che il Mise e il Governo stanno facendo per incentivare la domanda. “I voucher per le famiglie con un Isee fino a 20mila euro stanno partendo, da questa settimana tutti gli operatori si possono accreditare e caricare sulla piattaforma di Infratel le offerte per le famiglie meno abbienti, che riceveranno il voucher da 500 euro con cui poter comprare anche un dispositivo. A fine ottobre questo voucher sarà disponibile per i cittadini”.

Piano scuole partito

Nel contempo, “è partita anche la gara per il piano scuole per connettere la fibra ottica a 32mila plessi scolastici. A breve partirà anche la parte dei voucher per le famiglie con un Isee compreso fra 20mila e 50mila euro”, aggiunge Liuzzi.

Liuzzi ‘Recovery Fund gande occasione’

Da ultimo, c’è poi il capitolo più importante sull’utilizzo dei fondi del recovery Fund: “La transizione digitale così come la transizione verde è uno dei due pilastri – dice Liuzzi – del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e le risorse dedicate saranno fino al 20% (su un totale di 209 miliardi ndr). In definitiva, l’Italia deve andare verso gli obiettivi fissati dalla Commissione Ue, della Gigabyte society entro il 2025. Questo periodo che abbiamo vissuto rende non più rinviabile un tema politico come quello della connettività e di non lasciare indietro famiglie o cittadini che non hanno né le competenze né le capacità economiche per poter avere una connessione a internet adeguata”.

A quando liberazione frequenze 60 Ghz?

In questo contesto, quando saranno liberate le frequenze a 60 Ghz oggetto di consultazione Mise da poco conclusa, che i piccoli operatori richiedono per dare vita al nuovo WiFi? Frequenze che in diversi paesi, fra cui Usa e Uk, sono già utilizzate soprattutto per coperture di corto raggio in zone urbane densamente popolate. Lo abbiamo chiesto al Sottosegretario, che così ha risposto: “Questa consultazione è partita lo scorso 17 luglio e si è conclusa il 18 settembre – ha detto Liuzzi – per capire con tutti i soggetti interessati come poterle utilizzare al meglio. E’ una frequenza adatta a creare collegamenti di breve distanza. Sono arrivati 29 contributi, provenienti da operatori di telecomunicazioni e fornitori di apparati. La maggior parte di questi contributi ritiene vantaggioso l’uso futuro in Italia della banda 60 Ghz. Adesso i contributi sono in fase di analisi e presto proporremo, insieme alla struttura del Mise, una proposta adeguata recependo anche le osservazioni ricevute”.

Possibile diminuzione costi frequenze ponti radio a piccoli operatori FWA?

Un’altra domanda che abbiamo posto al Sottosegretario Liuzzi è se è ipotizzabile, sempre in ottica di lotta al digital divide, un adeguamento da parte del Mise dei costi delle frequenze per i ponti radio a carico dei piccoli operatori FWA a livello locale. “Credo che anche su questo aspetto la normativa debba essere rivista in senso più generale – ha detto Liuzzi – abbiamo una occasione enorme adesso co il recepimento del nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche. In quella sede dobbiamo aggiornare, anche in relazione alle nuove esigenze e alle nuove attività di business, e anche agli obiettivi del Governo ovviamente, per quanto riguarda la connettività, tutta quella parte relativa ai costi. E’ un punto critico che va sistemato, lo faremo con questo strumento di recepimento, che dobbiamo fare per forza”. La scadenza è entro dicembre, “però il Parlamento deve ancora dare l’ok alla legge di delegazione europea, ma siamo all’ultimo passaggio che ne sancisce i principi”.

Enrico Boccardo, presidente CFWA, accoglie con favore il messaggio del Sottosegretario su liberazione delle frequenze a 60 Ghz e sull’ipotesi di revisione dei costi per le frequenze per i ponti radio: “Gli intenti sono buoni, aspettiamo di verificare fra qualche mese se le prospettive sono state rispettate”.

Iniziativa editoriale di Key4biz in collaborazione Aikom Technology e Cambium Networks.

Fonte: https://www.key4biz.it/fwa-per-connettere-le-periferie-al-paese-talk-in-diretta-il-21-ottobre-con-liuzzi-boccardo-bruno-bossio-e-capitanio/325679/

Quale ruolo determinante ha oggi e avrà sempre di più in futuro la tecnologia Fixed Wireless Access (FWA) per “rammendare” le periferie, per usare l’espressione di Renzo Piano, e quindi di connettere al Paese i Comuni periferici senza Internet? Questa domanda è stata al centro dell’executive webinar organizzato da Key4biz il 21 ottobre (ore 14:30-15:30) in live streaming.
Apertura dei lavori:
On. Mirella Liuzzi, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico

Intervengono:
Enrico Boccardo, presidente CFWA
On. Enza Bruno Bossio (PD)
On. Massimiliano Capitanio (Lega)

Modera:
Raffaele Barberio, direttore Key4biz

CFWA accoglie con favore la “Consultazione pubblica sull’uso futuro della banda di frequenze a 60 GHz” e ringrazia il Ministero dello sviluppo economico per aver avuto la sensibilità di raccogliere prontamente dai vari attori del mercato il crescente interesse in merito all’utilizzo della banda di frequenze in oggetto. E’ stata trasmessa infatti al Mise il 14 settembre 2020 la Consultazione pubblica sull’uso futuro della banda di frequenze a 60 GHz profotta da CFWA.

A questo link è possibile visionare il documento integro.

Qui di seguito le schede tecniche degli apparati operanti sulla banda di frequenze 60 GHz già disponibili sul mercato:

 

L’ intervista a Enrico Boccardo, presidente di CFWA, la Coalizione del Fixed Wireless Access.
L’ emergenza Coronavirus, che ci ha costretti a ricorrere allo smartworking e alla didattica a distanza, ha messo in luce, ora più che mai, un Paese dal forte divario digitale. Secondo i dati Istat, a causa dell’eccessiva lentezza dell’Italia nel garantire connessioni ultraveloci in tutte le aree del Paese, il 25% delle famiglie non ha ancora accesso a Internet.
Le prossime settimane saranno decisive per far partire un piano che preveda il collegamento digitale a banda ultralarga accessibile a tutti. A maggio Palazzo Chigi, attraverso il Comitato per la banda ultralarga (Cobul), ha stanziato 400 milioni per il Piano Scuola e 1,15 miliardi destinati a 2,2 milioni di famiglie e a 450mila imprese. C’è attesa per il piano definitivo, ma al momento il governo prevede una serie di voucher per portare la connettività ad almeno 30 Mbps destinati ad aziende e privati. Cinquecento euro per le imprese, dai 200 ai 500 euro per le famiglie per la conettività e per il comodato d’uso di pc e tablet.
“È fondamentale che il Cobul apra al più presto un tavolo con tutti gli stakeholders, perché l’erogazione dei voucher passerà attraverso gli operatori e non i consumatori”, spiega Enrico Boccardo, presidente di CFWA, la Coalizione del Fixed Wireless Access che riunisce ad oggi circa 60 imprese del settore impegnate a fornire connettività ultraveloce via wireless nelle aree del paese dove non arriva la fibra ottica.

Boccardo, qual è la copertura attuale della rete FWA in Italia? E quale è stato il contributo nel periodo di emergenza per il Covid-19, in particolare durante il lockdown?
Ad oggi la rete FWA fornisce connettività ultraveloce a 1,4 milioni di persone in 7.000 comuni, raggiungendo l’80% delle unità abitative che ricadono in quelle aree del Paese ancora identificate come “bianche”, cioè aree dove non arriva la banda ultralarga. Durante il lockdown queste aree hanno potuto utilizzare modalità di lavoro agile e didattica a distanza grazie agli operatori che hanno fornito connettività FWA. Gli investimenti possono raddoppiare entro il 2021, ma sono rallentati dall’incertezza normativa legata anche all’effetto dell’annuncio sui voucher e sulla rete in fibra ottica che al momento però non copre quelle aree.

La proposta di digitalizzazione del Paese prevista dal piano Colao indica tra le azioni prioritarie la realizzazione di una rete unica nazionale. Lei cosa ne pensa?

Secondo CFWA, un eventuale disegno di rete unica deve tenere in considerazione le reti già sviluppate a livello locale dagli operatori FWA. Poiché già il piano prima dell’emergenza prevedeva che le aree remote venissero coperte con tecnologie FWA, adesso diventa ancora più importante ottimizzare gli investimenti che sono già stati fatti in reti a livello locale. È fondamentale mettere a frutto possibili sinergie ed evitare duplicazioni infrastrutturali nelle zone che sono coperte o dove arriverà la fibra e in quelle che invece hanno già connettività FWA.

Ora c’è attesa per un piano che permetta di raggiungere le aree del paese ancora non coperte dalla banda ultralarga. Quali sono i punti di forza e quali le criticità del piano voucher proposto dal Cobul?

Il piano voucher per cittadini e imprese è fondamentale per superare il digital divide e realizzare una rete unica per le “aree bianche”. Sarebbe opportuno utilizzare i voucher in queste aree per far passare le famiglie dalle connessioni a banda stretta a quelle a banda ultralarga, cioè ad almeno 30 megabit a linea, tralasciando per il momento il passaggio dai 10 megabit a 1 Giga, dal momento che secondo i dati dell’Agcom, sono quasi 8 milioni le linee sotto i 30 mega e 3,5 milioni sotto dei 10 mega.

È importante, in questa fase, garantire una connettività e un accesso alla rete ottimali per tutti gli utenti, soprattutto nelle aree bianche. Per farlo, è fondamentale destinare i voucher ad utenze fisse, che consentono di evitare le alterazioni e i disturbi che possono caratterizzare la connettività ad architettura mobile (come l’LTE) per il sovraccarico o la riduzione della disponibilità di banda.

Quali sono le prossime mosse e gli attori da coinvolgere per arrivare alla banda ultralarga in tutto il Paese evitando ulteriori ritardi?

Per una maggiore efficacia ed un utilizzo più efficiente delle risorse è opportuno il coinvolgimento di tutti gli stakeholder; quello che chiediamo è che il Cobul sia aperto a tutti gli operatori per arrivare quanto prima a un piano dettagliato per la piena accessibilità alla banda ultralarga anche nelle zone più complesse, dal momento che l’erogazione dei voucher passerà proprio attraverso gli operatori infrastrutturali.

Fonte: https://www.affaritaliani.it/mediatech/banda-ultralarga-boccardo-fondamentale-tavolo-con-gli-stakeholders-681170.html?refresh_ce

Roma, 5 mag. – Nel settore delle telecomunicazioni la società unica delle rete non deve essere di ostacolo alla concorrenza. A chiederlo nel corso di un’audizione al Senato è Enrico Boccardo, presidente della Cfwa, la coalizione del Fixed Wireless Access nata ad aprile 2016 e costituita da rappresentanti dell’intera filiera del FWA, con l’obiettivo di portare la banda ultralarga in tutta Italia.

“L’ipotesi in cui la rete di Open Fiber possa integrarsi con la rete dell’operatore ex monopolista, se non correttamente regolata, rappresenterebbe una minaccia alla concorrenza nel settore delle telecomunicazioni”, ha detto Boccardo in audizione davanti alla Commissione Politiche Europee del Senato sul Codice europeo delle Comunicazioni elettroniche che il Governo Conte dovrà recepire entro l’anno (Direttiva 2018/1972/UE).

“È importante che anche gli operatori wholesale only siano soggetti alla più rigida normativa prevista per gli operatori verticalmente integrati, almeno dal momento in cui anche i primi assumano dimensioni tali da poter, di fatto, condizionare il mercato, come nel caso di Open Fiber”, ha proseguito il presidente di CFWA. Secondo Boccardo “è necessario riconoscere all’AGCOM il potere di controllare i prezzi all’ingrosso praticati e di azionare tutti i rimedi per garantire un equilibrio concorrenziale del mercato sia a valle che a monte”.

Questo, ha aggiunto Boccardo, “è importante già nelle attuali condizioni di mercato, ma lo è ancor di più nell’ipotesi in cui si crei una società unica della rete, che vanificherebbe tutti gli investimenti che gli operatori FWA hanno sostenuto in questi anni per creare una propria infrastruttura, riducendoli a meri rivenditori di servizi”.

“È necessario che le istituzioni – ha spiegato il Presidente di Cfwa Boccardo – abbiano maggiore consapevolezza dell’impegno quotidiano di centinaia di piccoli operatori, senza i quali ad oggi, in moltissime aree del Paese, non sarebbero possibili lo smart working o la didattica a distanza. Di recente abbiamo riscontrato una maggiore apertura verso le potenzialità dell’FWA, come tecnologia alternativa e complementare alla fibra, ma è necessaria una riforma che restituisca competitività al settore e superi i limiti che ancora oggi ostacolano la nostra missione e la concorrenza tra operatori. Ad esempio, è necessaria una revisione degli attuali sistemi di calcolo dei contributi per l’uso di frequenze licenziate, che oggi penalizzano i piccoli operatori a vantaggio dei più grandi”.

La rilevanza dell’FWA per la connettività del Paese è stata riconosciuta anche dall’AGCOM, che nel 2019 ha certificato il sorpasso dell’FWA nei confronti della fibra ottica, con 1,3 milioni di abbonati a fronte di 1,1 milioni di clienti serviti da collegamenti in FTTH, la fibra che arriva fino alle abitazioni. Il recepimento della direttiva europea rappresenta inoltre “l’opportunità per innovare il nostro codice delle comunicazioni elettroniche, introducendo nuove norme sulla neutralità della rete per i fornitori di contenuti e servizi online e prevedendo un quadro normativo che consenta lo sviluppo di progetti innovativi in ambito Internet of Things, in particolare superando le limitazioni esistenti che impediscono il lancio di offerte commerciali per la tecnologia Low Power Wide Area”, che consentirebbe di realizzare finalmente le smart cities e il monitoraggio di strade e ponti ma sarebbe utile persino nella gestione dell’emergenza in corso, potendo abilitare la sensoristica per il distanziamento sociale nei locali e sui mezzi di trasporto pubblici” ha osservato Boccardo richiamando l’attenzione dei Senatori sui limiti regolamentari che ancora bloccano la diffusione di questa tecnologia in Italia, diversamente da quanto accade in tutta Europa. Per questo, ha detto, è necessario intervenire al più presto.

Fonte: http://www.askanews.it/economia/2020/05/05/tlc-cfwa-societ%c3%a0-unica-della-rete-non-sia-ostacolo-a-concorrenza-pn_20200505_00097/

Roma, 5 mag. – La creazione di una società unica per la rete fissa di telecomunicazioni non deve essere di ostacolo alla concorrenza. Lo ha affermato il presidente della Coalizione del Fixed wireless access (Cfwa), Enrico Boccardo, in un’audizione nella commissione politiche Ue del Senato sul Codice europeo delle comunicazioni elettroniche che il governo dovrà recepire entro l’anno. “L’ipotesi – ha sottolineato – secondo cui la rete di Open Fiber possa integrarsi con la rete dell’operatore ex monopolista, se non correttamente regolata, rappresenterebbe una minaccia alla concorrenza nel settore delle telecomunicazioni”.

“È importante – ha spiegato il presidente – che anche gli operatori wholesale only siano soggetti alla più rigida normativa prevista per gli operatori verticalmente integrati, almeno dal momento in cui anche i primi assumano dimensioni tali da poter di fatto condizionare il mercato, come nel caso di Open Fiber. È necessario riconoscere all’Agcom il potere di controllare i prezzi all’ingrosso praticati e di azionare tutti i rimedi per garantire un equilibrio concorrenziale del mercato sia a valle sia a monte”.

Questo “è importante già nelle attuali condizioni di mercato, ma lo è ancor di più nell’ipotesi in cui si crei una società unica della rete, che vanificherebbe tutti gli investimenti che gli operatori Fwa hanno sostenuto in questi anni per creare una propria infrastruttura, riducendoli a meri rivenditori di servizi”.

“È necessario che le istituzioni – ha aggiunto Boccardo – abbiano maggiore consapevolezza dell’impegno quotidiano di centinaia di piccoli operatori, senza i quali a oggi, in moltissime aree del paese, non sarebbero possibili lo smart working o la didattica a distanza. Di recente abbiamo riscontrato una maggiore apertura verso le potenzialità dell’Fwa, come tecnologia alternativa e complementare alla fibra, ma è necessaria una riforma che restituisca competitività al settore e superi i limiti che ancora oggi ostacolano la nostra missione e la concorrenza tra operatori”.

Fonte: https://it.finance.yahoo.com/notizie/tlc-cfwa-societ%C3%A0-unica-della-rete-non-sia-155722133.html

La coalizione Fixed Wireless Access chiede sostegno per portare la connettività senza fili nelle aree disagiate: “Messa alla prova la capacità degli operatori Tlc”. Scende in campo anche l’Uncem. Assist dalla Lega

Più frequenze e sconti sul canone per gli operatori alternativi impegnati a portare connettività Internet “anche nelle aree bianche”. E’ quanto chiedono al governo le aziende della Coalizione per il Fixed Wireless Access. Assist dalla Lega che a sua volta chiede al Mise di “sostenere la tecnologia Fwa” autorizzando “anche solo temporaneamente, l’utilizzo delle frequenze a 5,8 Ghz”. Ma anche da Uncem (l’unione di Comuni ed enti montani): “Sistemi wireless unica possibile soluzione nelle aree montane e interne del Paese”.

Coronavirus fa aumentare il traffico dati

L’emergenza Coronavirus “sta determinando un incremento di domanda di connettività da parte degli italiani – dice il presidente della coalizione Fwa Enrico Boccardo – che abbiamo stimato oltre il 50% in più rispetto all’abituale traffico di dati. Si tratta di una situazione senza precedenti che sta mettendo alla prova la capacità degli operatori Tlc di farne fronte. Anche in questo caso la tecnologia FWA sta dando prova di grande resilienza” portando Internet anche “nelle aree bianche”.

In un periodo “in cui cresce il ricorso a smart working, didattica a distanza e altri servizi informatici e telematici” dice Boccardo, la tecnologia Fwa puà essere “strategica. Come imprese di pubblica utilità siamo pronti a potenziare ulteriormente le nostre infrastrutture e a garantire sempre, specialmente in questo momento critico, il funzionamento delle reti, l’operatività e la continuità dei servizi”.

Più frequenze e tagli al canone

Ma serve “facilitare il compito alle imprese aderenti al consorzio: le aziende hanno bisogno di “una maggiore e duratura disponibilità di frequenze per l’accesso e di una riduzione dei canoni per l’utilizzo delle frequenze di backbone, ove queste siano utilizzate per raggiungere, grazie ad investimenti privati, aree nelle quali le infrastrutture di Tlc sono carenti”.

Dello stesso parere Massimiliano Capitanio, Segretario della Commissione Vigilanza Rai e membro della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni: “Il momento è straordinario ed emergenziale – dice Capitanio – Bene quindi l’intesa tra Infratel e Linkem per testare le potenzialità del 5G Fwa”.

Ma “oltre le sperimentazioni si possono fare subito azioni concrete. Per sostenere la tecnologia Fwa si autorizzi, anche solo temporaneamente, l’utilizzo delle frequenze a 5,8 ghz come già consentito dalla Raccomandazione europea non accolta in pratica solo dall’Italia. Su queste politiche vedo una preziosa trasversalità e credo si possa dare un prezioso segnale di coesione nazionale ma anche di lungimiranza tecnologica. In questa direzione vanno, tra l’altro, anche le recenti sollecitazioni di Anci”.

Più frequenze all’Fwa, l’assist di Uncem

Sulla stessa posizione l’Uncem: “Per potenziare la rete di accesso wireless degli operatori Fwa – fa sapere il presidente Marco Bussone – è necessaria la materia prima ossia l’immediata disponibilità di ulteriori porzioni di spettro”. Per questo l’unione chiede di “adottare rapidamente misure ad hoc per riservare, anche in via temporanea, nuove porzioni di spettro per gli operatori Fwa, da sempre impegnati a garantire il diritto di accesso ad Internet nelle aree rurali e montane del Paese, anche d’intesa con Uncem”.

Nello specifico, deve essere autorizzata, in via transitoria, l’utilizzo delle frequenze a 5,8 GHz (banda 5.725 – 5.875 MHz) per l’offerta di servizi Fwa “tenuto conto che la normativa europea già lo consente con una raccomandazione recepita in oltre venti Paesi europei, ma non in Italia”. È la banda contigua a quella a 5,4 GHzgià utilizzata per servizi Fwa: “Quindi non è richiesta alcuna nuova attività/installazione sul campo”

Fonte: https://www.corrierecomunicazioni.it/telco/la-filiera-del-wireless-piu-frequenze-e-sconti-sul-canone/

L’emergenza Coronavirus “sta determinando un incremento di domanda di connettività da parte degli italiani, che abbiamo stimato oltre il 50% in più rispetto all’abituale traffico di dati. Si tratta di una situazione senza precedenti che sta mettendo alla prova la capacità degli operatori TLC di farne fronte. Anche in questo caso la tecnologia FWA sta dando prova di grande resilienza”. È quanto sottolinea Enrico Boccardo, presidente della Coalizione per il Fixed Wireless Access (CFWA), realtà che riunisce oltre 60 imprese ad azionariato prevalentemente italiano che condividono l’obiettivo di portare la connettività internet in tutta Italia, comprese le zone più impervie e difficili da raggiungere (cosiddette aree bianche), dove gli operatori tradizionali non hanno investito.

L’FWA, basandosi su una tecnologia che sfrutta i collegamenti via etere, “consente di fornire servizi di connettività, anche ad altissime prestazioni pure nelle aree bianche, ovvero in quelle aree nelle quali sono assenti altre infrastrutture a banda larga, rappresentando un servizio indispensabile per i cittadini, per le imprese e per la PA, in particolare in questo periodo in cui cresce il ricorso allo smart working, alla didattica a distanza e ai tanti altri servizi informatici e telematici”, ha osservato Boccardo.

La possibilità di portare, grazie all’FWA, connettività Internet alle persone e alle aziende ed in tempi pressoché immediati in tutto il Paese rappresenta “un elemento fondamentale, strategico e che va sfruttato al meglio. Come imprese di pubblica utilità – afferma Boccardo – siamo pronti a potenziare ulteriormente le nostre infrastrutture e a garantire sempre, specialmente in questo momento critico, il funzionamento delle reti, l’operatività e la continuità dei servizi”.

Per facilitare questo compito le imprese aderenti a CFWA hanno bisogno di “una maggiore e duratura disponibilità di frequenze per l’accesso e di una riduzione dei canoni per l’utilizzo delle frequenze di backbone, ove queste siano utilizzate per raggiungere, grazie ad investimenti privati, aree nelle quali le infrastrutture di TLC sono carenti. Spero che il Governo – conclude Boccardo – possa intervenire in questo senso, anche in considerazione del fatto che una volta superata questa emergenza si sarà radicato nel Paese un maggiore utilizzo delle reti di telecomunicazioni nei tanti ambiti della vita di ognuno”.

 

Fonte: https://www.liberoquotidiano.it/news/economia/21294788/coronavirus_cfwa_boccardo_fixed_wireless_access_fondamentale_smart_working_aree_bianche.html

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